L'oro giallo di Pantelleria

July 5, 2018

 

 

Nata dai capricci degli inferi, l’isola di Pantelleria è dominata da intensi colori che spaziano dal blu cobalto del mare all’azzurro del cielo, dal verde rigoglioso della macchia mediterranea al nero delle colate laviche.

C’è però un altro colore che caratterizza il prodotto simbolo dell’Isola: il giallo, con sfumature che ricordano l’oro e l’ambra. Questo, il colore che assume il passito da uve Moscato d’Alessandria detto Zibibbo, dopo giorni di appassimento dei grappoli al sole.

A Pantelleria, isola di soli 84 km quadrati circa,  ci sono molte aziende vitivinicole, dalle dimensioni grandi, medie, ma soprattutto piccole che danno vita a prodotti di eccellente qualità.

Una degustazione effettuata durante una vacanza può costituire un rischio in termini di obiettività poiché siamo naturalmente ben predisposti e, dunque, potremmo essere portati a sopravvalutare quanto si degusta, per il solo fatto d'essere in vacanza, liberi da pensieri, lontani dal lavoro e dagli impegni. Nel caso del vino, ma non solo quello, potremmo essere indotti così ad apprezzare oltremodo quanto é nel calice.

È per questo che, solo dopo la seconda visita alla cantina di Antonio Gabriele e solo dopo aver degustato i suoi vini a casa, oltre che sull’Isola, ho deciso di scrivere queste righe.

L’azienda di Antonio Gabriele produce un bianco secco (Don Klocks) ed un passito (Bagghiu) da uve Zibibbo. Sono di recente impianto i nuovi vigneti di Perricone e Syrah che completeranno la gamma con qualche bottiglia di rosso.

La produzione è molto contenuta, i due bianchi assieme non raggiungono neppure le 5000 bottiglie. E non potrebbe che essere così vista la cura che Antonio dedica alle sue piante, alberelli coccolati su terreni per lo più impervi ma lavorati e custoditi con massimo rispetto.

Le uve prodotte e vinificate secondo la più profonda convinzione dell’agricoltura biologica (tra l’altro ormai vicina all’ottenimento della certificazione), danno vita al bianco secco Don Klocks, dal quale nasce poi il Bagghiu, il Passito, mediante l’aggiunta dei grappoli appassiti al sole d’estate.

 

Lo Zibibbo secco è un vino capace di esprimersi su note agrumate di gran pregio che, in supporto alla parte acido-sapida, ne valorizza la struttura. L’annata 2016 ha una complessità decisamente maggiore rispetto all’ultima in commercio, la 2017; al naso la frutta è più matura del fratello più giovane, ed è affiancata da rimandi sulfurei con leggeri soffi balsamici.

Uno zibibbo non scontato, un vino che ha saputo domare l’aromaticitá propria del vitigno, a favore di una maggiore complessità è varietà dei profumi.

Il passito di Pantelleria Bagghiu, è un vino con una marcia in più, un ottimo passito che è in grado di suscitare emozioni. Questa la differenza tra un buon vino ed un vino eccellente. Inutile descriverlo con i tipici descrittori di un vino passito, sarebbe sminuente e limitativo. Bagghiu è un vino capace di toccare nel più profondo: racconta il territorio attraverso la sapidità e la freschezza percepibili al palato, descrive il vitigno da cui ha origine attraverso la complessità dei propri profumi e si esprime attraverso un’elegante bilanciamento della parte zuccherina.

Antonio Gabriele, che nel mondo del vino ci è nato, anche se la cantina di Pantelleria è molto giovane, ha saputo riassumere le espressioni dell’uva Zibibbo e dell’isola di Pantelleria anche sulle etichette dei propri vini. I muri a secco riprodotti in rilievo sulla carta consentono, sfiorandola, di immaginarsi ancora su quei magnifici terrazzi ad accarezzare quella pietra che ha voluto uscire dalla viscere della terra per dar vita alla Perla nera del Mediterraneo.

Un caro ringraziamento agli amici Paola e Augusto, che mi hanno segnalato questa bella realtà inserita in uno dei contesti più belli e misteriosi dell’Isola… il complesso monumentale dei Sesi.

 

 

fotos Azienda Vinicola Gabriele. Riproduzione Riservata.

 

 

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