In Alto i Vini 2017

October 29, 2017

“In alto i vini” è la manifestazione ideata da Assorifugi con la collaborazione di ERSA, Slowfood e l’Associazione Borderwine, tenutasi al Rifugio Pelizzo sul Monte Matajur a Savogna- Ud.

Presso il Rifugio è stato possibile effettuare un insolito tasting in quota: grandi vini naturali della Regione Friuli Venezia Giulia, accompagnati da prodotti “a chilometro zero” quali formaggi, salumi, mieli, pani e confetture.​​

Spostare “in alto” (1320 mt slm) questa vetrina di prodotti enogastronomici che non hanno origine a quella altitudine, ha permesso di sottolinearne il valore identitario prima ancora che qualitativo. Protagonisti sono stati i vini naturali, ovvero vini che seguono la filosofia borderwine, vini “fatti come una volta”. Ciò che li caratterizza sono le macerazioni più o meno prolungate che nei vini da uve a bacca bianca danno origine agli Orange Wine. In questi vini i produttori si affidano, con coraggio ed esperienza maturata in decenni di sperimentazioni, a fermentazioni spontanee, limitati controlli delle temperature di fermentazione, limitati interventi nelle pratiche di cantina, cura del vigneto nel rispetto dell’agricoltura biologica. Al Rifugio Pelizzo, dunque, si sono potuti degustare prodotti realizzati da veri e propri Artigiani del vino.

 

E poiché le condizioni climatiche di ogni annata sono così diverse tanto da dover essere interpretate e valorizzate senza la possibilità di intervenire in cantina ecco che per quei produttori viene meno anche il concetto di “annata”, almeno per come siamo abituati ad intenderlo. Essi, infatti, utilizzano ciò che la natura ha voluto offrire all’uomo ed il prodotto finale sarà la naturale espressione di quell’annata.

Non sarà quindi un difetto, né una mancanza di qualità se non vi è stata costanza nei caratteri espressivi di un vino nel corso degli anni; la peculiarità di ogni vendemmia, anno dopo anno, è un valore aggiunto che consente di assaporare un vino pregiato ed unico.

 

Non si tratta di vini facili da capire, soprattutto per quanto riguarda i vini bianchi. Essi presentano spesso colorazioni che il consumatore medio non è abituato ad incontrare. Si tratta di colorazioni tendenti all’aranciato dovute alle macerazioni più o meno prolungate sulle uve a bacca bianca, cui si unisce una lieve presenza tannica che impegna maggiormente il palato.

Friulano, Malvasia e Ribolla Gialla, affiancati dagli internazionali Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay, hanno preceduto in degustazione rossi altrettanto identitari quali Schioppettino, Terrano, Refosco dal Peduncolo Rosso, Merlot, Cabernet.

 

Un evento “in quota” che ha condotto i partecipanti alle origini del fare vino, quando in cantina si interveniva pochissimo lasciando inalterato il prodotto della vendemmia che veniva così trasformato secondo processi naturali. Ed è ciò che oggi ricercano di nuovo quei produttori: vino naturale, rispettoso del carattere unico e peculiare che la natura gli ha donato anno dopo anno.  E certamente si tratta di vini che obbligano a ricercare nuovi abbinamenti con il cibo in virtù di sentori, profumi, sensazioni tattili e gustative per nulla scontati.

Sapiente ed accurata la presentazione dei propri prodotti da parte delle aziende ad un pubblico variegato ed interessato che ha visto la presenza di escursionisti locali, stranieri e di altre regioni d’Italia.

 

In degustazione: Bressan Mastri Vinai, Denis Montanar, Marco Sara, Franco Terpin, Zidarich, Dario Princic, Radikon, Ronco Severo, Skerk.

 

tratto da www.qbquantobasta.it 

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