Eccellenze dal Frusinate: i vini dell'Azienda Coletti Conti

February 13, 2017

 

È con un imperdonabile ritardo di 45 minuti che, superato un piccolo ponticello sulla A1 (ora capisco perché sul sito aziendale sono indicate le coordinate gps), entriamo nella proprietà dell’Azienda Agricola Coletti Conti ad Anagni, azienda presente sul territorio fin dal XIII secolo.

La proprietà si estende su duecento ettari circa, di cui solamente 16 dedicati a vigneto, con piante che vanno dai 50/60 anni d’età ai vitigni più recenti i cui sistemi d’impianto prediligono uno sviluppo verticale della pianta garantendo così una migliore esposizione dei grappoli. 

Dolci colline adagiate alla luce del tiepido sole di febbraio, dalla variegata composizione del terreno, con predominanti inserti di origine vulcanica, fanno dimenticare nel giro di pochi istanti il traffico autostradale lasciato alle spalle.

Da un punto di vista amministrativo ed anche per quanto riguarda la denominazione di appartenenza, non ci troviamo più nella nota zona vitivinicola dei Castelli Romani, ma in una zona nata da un’eruzione del vulcano di Albano, che, seppur sufficientemente distante dalla precedente, dal punto di vista geologico ne sottolinea la notevole somiglianza e continuità.

Parliamo di somiglianza, perché in presenza di terreni vulcanici è normale avere una notevole disomogeneità, il terreno può variare in maniera determinante a distanza di solo un paio di decine di metri a seconda di cosa le antiche esplosioni vulcaniche fecero cadere al suolo.

Tale disomogeneità è presente anche nei terreni aziendali, dove vi sono parcelle in cui i vitigni possono offrire espressioni differenti e allo stesso tempo qualitativamente superiori rispetto le terre confinanti e tali differenze sono riscontrabili già dal comportamento del vitigno in campo.

Accade così per il vitigno principe della zona, ovvero il Cesanese di Affile o del Piglio che può anche esprimersi in maniera differente da terreno a terreno tanto che, nell’appezzamento dedicato alla produzione del “Romanico”, gli acini presentano valori davvero apprezzabili e per questo meritevoli di vinificazioni separate. In questi terreni il vitigno ha un ciclo vegetativo più lungo, il colore verde del fogliame si protrae maggiormente nel tempo e subisce, inoltre, potature più severe ed accurati diradamenti (anche se questi negli ultimi anni non sono stati necessari a causa della poca produttività influenzata da motivi climatici). 

Il Cesanese del Piglio è in queste terre generoso garantendo una buona produttività tanto che é necessario contenerne il vigore; è molto soggetto a malattie come la peronospora; ha una carica colorante ridotta, ma soprattutto presenta uno sfasamento importante tra la maturazione tecnologica e quella fenolica: quest’ultima arriva, generalmente, molto tardi rispetto alla precedente determinando così, inevitabilmente, cariche zuccherine importanti, che si trasformeranno in tenori alcolici altrettanto evidenti.

Accanto al principale vitigno a bacca rossa del Lazio, in azienda si vinificano anche il Bellone, altro vitigno autoctono a bacca bianca, ma anche Passerina, Fiano, Grechetto, vitigni internazionali ed un sorprendente ed inaspettato Incrocio Manzoni.

 

La degustazione:

Hernicus Bianco 2015: Passerina del frusinate. Termine locale, quasi dialettale, utilizzato in zona per indicare il Trebbiano Toscano. Paglierino vivo e brillante. Vino ricco di sentori di frutta esotica, note agrumate in evidenza ed erbe aromatiche. In bocca fanno da padrone freschezza e sapidità con un piacevole finale aromatico e note di pompelmo.

 

Arcadia Manzoni Bianco 2015: l’insolito impianto di tale vitigno nel Lazio è il frutto di una scelta sentimentale. Questo Incrocio Manzoni presenta un’importante struttura, frutto di 15,5 gradi alcool perfettamente integrati e sostenuti da una buona spalla acida e sapidità piacevole. La componente Riesling richiede una vendemmia verso la metà del mese di settembre onde ottenere un’aciditá di livello accettabile; conseguentemente, il tenore zuccherino e poi quello alcolico tendono ad incrementare in modo considerevole.

Giallo paglierino con riflessi dorati; apre su un fruttato di pera e mela, con note floreali e piacevolissimi sentori di erbe aromatiche. In bocca é piacevole l’avvolgente morbidezza che compensa freschezza e sapidità, dando vita ad un vino dalla struttura importante e decisamente pieno.

 

Cesanese del Piglio Hernicus 2015: rosso rubino scuro, apertura su note di frutta rossa fresca accompagnate da sentori terrosi, balsamico, macchia mediterranea, speziatura molto leggera. In bocca si presenta mediamente tannico, di buona freschezza. In legno di secondo o terzo passaggio mediamente un anno. 

 

Cesanese del Piglio Superiore Romanico 2014: rosso rubino vivo ed impenetrabile, colpisce l’eleganza e l’ampiezza dello spettro olfattivo; l’apertura su note di frutta rossa fra cui amarena e prugna è affiancata da note floreali di viola. Col passare dei secondi emergono sentori di speziatura quali il peppe nero, chiodi di garofano, cioccolato, note fumé e di tostatura. Al palato è morbido e ben bilanciato da un’importante spalla acida; tannino importante, tracce di giovinezza, avvolgente morbidezza che integra sapientemente di 15 gradi alcool che non sono elemento di disturbo. In bocca riemerge la frutta caratterizzata da una lunga persistenza, finale che spazia dalle note ferrose all’arancia sanguinella. Permanenza in legno mediamente 15 mesi.

 

 

La genuinità dell’accoglienza, la disponibilità nel condividere le scelte aziendali in termini di gestione del vigneto e delle conseguenti vinificazioni dei prodotti, la passione nel trasmettere il profondo legame tra vino e territorio hanno reso la visita all’Azienda Coletti Conti un’esperienza davvero unica e capace di arricchire ben al di là della degustazione dei suoi pregiati vini.

Tra questi l’Hernicus ed il Romanico che sono l’espressione più significativa della terza Docg del Lazio, il Cesanese del Piglio; ed è proprio il Romanico che a pieno titolo rientra nella guida Bibenda tra i migliori dieci vini d’Italia del 2017.

 

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